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LE RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI

21 giugno  2010 . 

Il 26 aprile 2010 è entrato definitivamente in vigore il Titolo VIII, Capo V, del D.Lgs.  n. 81/08 relativo alla protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche artificiali.Con questo provvedimento il Legislatore norma un settore che mai prima d’ora era stato soggetto a particolare attenzione, se si esclude la necessità di adozione dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) in particolari tipologie di lavorazione (saldatura, lavorazione di metalli liquidi, ecc.). Adozione prevista fin dal (glorioso) DPR n. 547/55.Ma quali sono le radiazioni ottiche artificiali che ricadono nel campo applicativo del Titolo VIII, Capo V? Sono tutte quelle comprese tra il campo di applicazione fissato dal Titolo VIII, Capo IV, D.Lgs. n. 81/08 (protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici) e quello stabilito dal D.Lgs. 230/95 relativo alle radiazioni ionizzanti. Quindi radiazioni infrarosse (IR), visibili ed ultraviolette (UV).

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UN RAPPORTO INAIL

IN AUMENTO LE DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI
8 FEBBRAIO 2010 UN RAPPORTO INAIL
 

Come riportato dal Sole 24 ore, il periodo che va dal 2004 al 2008 ha mostrato, dopo un primo triennio di sostanziale stabilità intorno ai 26.700 casi, una sensibile crescita delle denunce di malattie professionali pari a circa 2mila casi (+7,4%) nel 2007 e un ulteriore incremento nel 2008, anno in cui sono pervenute 29.704 denunce,vale a dire un migliaio in più rispetto all’anno precedente (+3,2%).
Nel giro degli ultimi due anni, dunque, si è registrato un aumento di ben 3mila casi, (+11,7%) delle denunce presentate all’Inail per il riconoscimento e l’eventuale indennizzo di una patologia di origine lavorativa.
E’ nei settori dell’Industria e dei Servizi, che si registra il più alto numero di tecnopatie con il 93% dei casi.
Settori in cui, dopo la tendenza al ribasso osservata nel triennio 2004-2006 e l’impennata del 2007, si rileva nel 2008 un ulteriore incremento di circa 800 casi (+3%), raggiungendo quota 27.539 denunce. Ma l’aumento più impetuoso lo segna l’Agricoltura (+10,6% sul 2007) che con 1.817 denunce nel 2008 fa registrare un incremento di quasi il 70% rispetto al dato del 2004 quando le denunce non raggiungevano i 1.100 casi.
Un ridimensionamento del fenomeno si evidenzia invece per gli statali, che con 348 casi, mostrano una contrazione delle denunce dell’11,2% rispetto al 2007. In 20 tipi di patologie, tabellate e non, si racchiude il 90% dei casi. L’ipoacusia e sordità si conferma come prima malattia professionale per numero di denunce, con un’incidenza che però diminuisce di anno in anno, passando dal 30% del totale nel 2004 al 20% nel 2008.
Sono altre le patologie emergenti, in particolare quelle che colpiscono l’apparato muscolo-scheletrico: le denunce per tendiniti (oltre 4.000 nel 2008) e le affezioni dei dischi intervertebrali (circa 3.800) sono raddoppiate nell’ultimo quinquennio; significative
anche le denunce per artrosi (circa 1.900 casi) e per sindrome del tunnel carpale (circa 1.500 casi).
Restano ancora oggi significative l’asbestosi (circa 600 casi l’anno), patologia che – avvisano gli esperti - ha periodi di latenza anche di 40 anni) e la silicosi (quasi 300 casi nel 2008),caratterizzata fortunatamente da una tendenziale contrazione nel corso del quinquennio.
Un’attenzione particolare è stata rivolta recentemente alle malattie professionali di natura
psichica. I dati rilevati sono ancora da considerare, in una certa misura, sottostimati, ma in generale i “disturbi psichici lavoro-correlati”,sono stati denunciati nell’ultimo quinquennio da circa 500 lavoratori l’anno, la maggior partedei quali è stata dimostrata effetto di “mobbing”. Tali patologie si concentrano soprattuttonelle attività dei Servizi e tra i dipendenti pubblici.
Una patologia di particolare gravità è quella dei tumori professionali:si posizionino comunque tra i primi posti nella graduatoria delle malattie professionali denunciate all’Inail. Nel complesso (tumori tabellati e non), sono pervenute all’Istituto negli ultimi anni, fino al 2008, circa 2mila denunce l’anno, in crescita rispetto ai 1.700 casi del 2004. Quasi la metà, 900 casi l’anno sono dovuti a neoplasie da asbesto ma consistenze particolarmente elevate stanno assumendo anche quelli legati, ancora, all’apparato respiratorio (quasi 400 casi l’anno) e alla vescica (circa 300 denunce nel 2008).
 

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